Senza volto

Amava la pioggia ed il sole insieme, adorava l’arcobaleno.

Amava starsene seduta per ore sul terrazzo di casa a rimirare quell’orizzonte sconfinato che le si spalancava davanti agli occhi.

Amava correre fra i campi di grano ed abbracciare le spighe del nutrimento.

Amava arrampicarsi sugli alberi per sentirsi grande e per poter guardare il Mondo da una visuale che lei adorava.

Amava parlare con gli animali, ha sempre creduto che la capissero e che i loro occhi potessero anche sentire oltre che vedere.

Amava trascorrere i pomeriggi seduta sui prati assieme alle zie, per imparare, mentre le pecore pascolavano, a tessere merletti all’uncinetto o merletti di lana.

Amava guardarsi allo specchio con occhi scintillanti e furbetti, conosceva gli escamotage più disparati pur di ottenere quello che voleva.

Amava il suo papà albero, l’unico che la sapeva accudire e coccolare quando gli altri non la sentivano.

Amava tornare a casa, con le zie, di sera e cantare canzoncine e filastrocche con le mille lucciole che illuminavano il cammino per il rientro.

Amava guardare il cielo la notte, lui così cupo e nero e le stelle così bianche e luminose.

Amava trascorrere le ore con i suoi nonni, loro così saturi di sapere ed esperienze e lei così piccola e volenterosa di scoprire, guardare e conoscere.

Amava e si amava!

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