Puoi cadere, puoi sbagliare e poi ricominciare.

Woman Tempted By Slice Of Strawberry Cheesecake

Certo che si può fare, che si può cadere, sbagliare e poi ricominciare come diceva la canzone di Branduardi…
Difatti io non mi smentisco mica, cado, sbaglio e poi ricomincio… Sì ma ricomincio a sbagliare, è questo il vero guaio!

Non sopporto più sentirmi dire le solite frasi del tipo “tranquilla che tutto passa”, sono 6 anni e sono ancora qua non mi sembra che sia passato qualcosa… Si forse qualcosa è passato, gli anni che conto e che si susseguono inesorabili.

Mia madre è depressa, i miei genitori non riescono più a sostenere la spesa del mutuo di casa ed io non ho possibilità economiche generose che mi permettono di sostenerli, i miei genitori hanno 700 – 800 euro di bollette arretrate da pagare, i miei genitori soffrono, stanno male, non dormono, hanno dolori fisici e continuano a farsi il culo pur di non mollare, ed io piccola e stupida che vuole aiutarli… Sono quì che non ci riesco, che vorrei sostenerli ma finisco per deprimermi anch’io.

Mia madre piange spesso al telefono con me, cerca conforto, comprensione… Ed io mi sento sempre così debole e vulnerabile che non riesco proprio a darle appoggio ed aiuto, perché non so come fare.

Mia madre che un giorno mi disse che voleva morire, che dovevo lasciarla sul ponte sul quale stavamo passando con l’auto perché si sarebbe buttata giù… Perché era stanca, stanca e stanca… Una madre che dice queste parole fa paura. Non è giustificabile quando lo dico io ma ci si aspetta sempre che i genitori siano i pilastri forti della tua vita, ed invece quando vedi che anche loro si sgretolano con il tempo e da rocce che erano sono diventati sabbia… Capisci che siamo tutti sulla stessa barca e che per quanto ci si dimeni per paura di non affondare… Si affonda lo stesso!

Con questo non voglio assolutamente dire che se sto male è colpa della mia famiglia o della loro debolezza! Forse farei lo stesso, forse mi farei del male allo stesso modo, forse… Continuerei questa vita!

Ma quello che mi interessa adesso è la loro gioia, la loro serenità, la loro pace… Quella che hanno perso, che stanno perdendo dietro a notti insonne e dietro stress, pressioni economiche e dietro malesseri familiari.

Non ho mai detto loro di essere bulimica e non che non lo abbiano capito… E’ palese il mio malessere anche se ho sempre cercato di nasconderglielo, e se non lo ammetto davanti ai loro occhi, è perché devono credere (se ancora lo credono appunto) che io stia bene e che su di me possono contare. Sono una debole anch’io ma è giusto farsi vedere forti con leggeri cedimenti!

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Io posso anche morire di qualsiasi cosa, se continuo così mi lacero l’esofago, comprometto i reni, lo stomaco… Il mio corpo (adesso per esempio ho un fastidio alla gola, una sorta di leggero dolore quando deglutisco… Le dita in gola lacerano parecchio)!  Ma loro devono stare bene, devono essere VIVI!!!!

Solo questo desidero per il 2013!

Amen

Che vuoi che ti dica…

Che vuoi che ti dica,
non esistono parole felici per esprimere certi sentimenti, quando tutto e’ nero anche le parole si anneriscono a tal punto da diventare illeggibili.

Ho la pancia vuota e la mente piena.

Ho il cuore palpitante e il corpo stanco.

Ho la stufa che mi scalda il corpo ma mi manco io per scaldarmi anche dentro.

In questo momento vorrei addormentarmi, vorrei sognarmi felice in un campo di grano con il sole che mi bacia la fronte e le cicale che cantano scuotendo le ali.

Vorrei sognarmi in un prato verde distesa, il cielo scuro e nero, le stelle che brillano, la luna che splende e i grilli che accompagnano la visione con il loro canto.

Vorrei solo sognarmi FELICE!

Non ho mai capito perché trovi così tanta difficoltà a ritrovare una serenità!

Sto perdendo peso, sto dimagrendo, dovrei gioire (ed in parte gioisco) ma vorrei che la mia Vita fosse legata ad altri fili e non a quelli di un corpo, di uno stomaco e di una gola soffocata ogni giorno…

Soffoco e nessuno se ne accorge,
annaspo ma nessuno se accorge,
mi manca il respiro ma nessuno se ne accorge,
mi uccido ma nessuno se accorge,

Morirò e forse qualcuno si accorgerà di me!

Buon Natale.

Natale

Non ho voglia
di tuffarmi
in un gomitolo
di strade

Ho tanta
stanchezza
sulle spalle

Lasciatemi così
come una
posata
in un
angolo
dimenticata

Qui
non si sente
altro
che il caldo buono

Sto
con le quattro
capriole
di fumo
del focolare

G. Ungaretti

….

Niente titolo…

Sono giorni che mi sento vuota e non ho voglia di scrivere come sto, cosa faccio o cosa penso…

E’ tutto normale o forse sto vivendo la consueta routine che ormai chiamo normalità…

Autunno Dentro

E poi arriva una melodia che tu hai dentro e che riecheggia nel cuore e nell’anima e che un giovane come te l’ha trascritta in musica e con delicatezza e leggiadria la suona poggiando le sue mani su di un pianoforte e lascia che tu ti emozioni e che tu ti senta scaldata ed avvolta in questa sua espressione della malinconia e di quel senso di vivere con l’autunno dentro nel cuore e nell’anima…

Adoro come esprime i sentimenti, con quella delicatezza che ormai si è persa dietro le parole urlate nelle canzoni

Non si coglie più l’essenza di nulla, bisogna urlare per farsi sentire…

Ed invece no, basta questo, basta che qualcuno poggi le sue dita su di un piano ed ecco che la vita prende colore, si trasforma in musica, si trasforma in quello che non è mai stato… Silenzio che parla e che canta attraverso una dolce melodia.

Un giovane come me, ventisei anni non persi dietro falsi miti , ventisei anni non trascorsi a rincorre qualcosa che non si potrà mai raggiungere…

Ventisei anni trascorsi a suonare e a rendere speciali quei sentimenti che spesso consideriamo cupi e neri e da soffocare con la smania della felicità…

La felicità… Ah già quel sentimento traboccante di emozioni…

Traboccante di emozioni per me però, lo è anche tutto questo… Un suono che ti scalda, che ti culla e che ti accarezza la pelle e che ti guarda negli occhi senza mai distogliere lo sguardo, senza mai abbandonarti, perché tu sei quella melodia, perché tu sei quel suono, perché tu sei quel silenzio melodioso…

Anche questa è Felicità!

Per ascoltare davvero… Chiudi gli occhi…

Mi piace e mi fa bene!

Mi piacciono le fragole

Mi piacciono le albicocche essiccate biologiche… Quelle morbide, dolci e avvolgenti

Mi piace la tisana o tè ai frutti della sera, quello che bevi volentieri prima di andare a letto per poi concederti e perderti fra le braccia di Morfeo

Mi piacciono le banane con i puntini neri sulla buccia che quando le mangi ti sembra di stare in paradiso

Mi piace il tramonto, ogni giorno diverso, ogni giorno profondo

Mi piace l’intelligenza pura, pulita, vera e matura

Mi piacciono i rami degli alberi, tante mani protratte verso l’infinito

Mi piacciono i libri, le parole scritte, il profumo e l’odore delle pagine

Mi piace l’arte in tutte le sue forme, anche ridere è un’arte meravigliosa, c’e chi non lo sa fare!

Mi piace guardare negli occhi le persone con le quali parlo, distogliere lo sguardo, non guardarsi non trasmette emozioni, non regala nulla… Lascia l’amarezza

Mi piace sorridere, ridere, non pensare…

Mi piace parlare con chi sa ascoltare e rispondere intelligentemente e scherzosamente alle mie perplessità

Mi piace essere abbracciata, essere coccolata, essere guardata con discrezione, essere presa per mano

Mi piace stare sola, ma non troppo, e mi piace sentirmi parte del mondo di qualcun’altro, sentirmi parte dei suoi pensieri, sentirmi parte di qualcosa, sentirmi…

Mi piace ascoltare la pioggia, il vento ed il gelo sotto le coperte del mio letto, con il piumone che mi copre anche la testa, con le coperte che mi abbracciano e con il cuscino buttato chissà dove o avvinghiato al mio corpo come fosse una persona da scaldare.

Mi piacciono le fiamme che bruciano la legna nel camino e quel che ne resta una volta spento… Cenere

Mi piacciono i fiumi, il mare, l’acqua, anche se mi sento figlia del vento

Mi piacciono i miei capelli, tanto lunghi da coprire il viso e nasconderlo

Mi piacciono i pigiami larghi e felpati, quelli che non segnano le forme del corpo ma che adempiono al compito di pigiama… Avvolgerti e scaldarti.

Mi piace cantare, mi piace farlo quando sono in macchina da sola o con qualcuno, farmi prendere dall’emozione e cantare a squarciagola lasciando che alla fine di ogni canzone le corde vocali siano stanche.

Mi piace sapere che la follia a tanti ha regalato l’emozione di potersi esprimere e farsi capire da chi non li ha mai capiti

Mi piace l’amore, in tutte le sue forme e in tutta la sua bellezza… Amore non è solo sesso, amore ad esempio è anche prendersi per mano…

Mi piace l’enfasi e la passione con quale alcune persone parlano di ciò che gli sta a cuore (vuoi vedere che mi piaccio anch’io? 😀 parlo sempre con troppa passione e le persone credono che io mi stia agitando… Ma se mi agito è perché credo fortemente in ciò che dico!)

Mi piacciono i baci quelli dolci e quelli passionali, quelli che ti fanno volare e quelli che ti fanno arrossire

Mi piacciono gli occhi della gente… Un mondo dentro una pupilla.

Mi piacciono i vecchi con le loro rughe e i capelli bianchi… Solchi sul viso e striature di vita e di morte sui capelli

Mi piace quello che sono alle volte… Mi piace meno come sono.

Ma non mi piace chi uccide l’anima di qualcuno perché ‘diversa dalla sua’… Morire a 15 anni, uccidersi perché discriminato, suicidarsi per non essere compreso… Questo e’ davvero orribile!

La Felicità!

Quando si dice che la felicità e’ nelle piccole cose…

La gioia di viverti una giornata che ti arricchisce dentro, nel profondo, in quella parte di te più buia perché più ferita e nascosta ai tanti…

Descrivere la felicità non è semplice, proprio perché è soggettiva (cosa x altro affascinante, perché questo ti permette di parlare di quello che a te rende gioconda mentre ad altri non interesserebbe), e’ personale, e’ intima… È nostra… È MIA!!

È un’emozione pazzesca che ti fa ridere e piangere insieme, che ti sfianca, ti stanca il cuore, la testa, la Vita, ma che al tempo stesso riesce a riempire dei vuoti che avevi dimenticato di aver chiuso da qualche parte nella tua mente, è capace di stravolgerti l’anima e di lasciarti con un ingorgo di parole che vorrebbero uscire dalla tua bocca oppure in un silenzio quasi imbarazzante tanto sa essere forte e immensa!

È pazzesco, era da tanto che non provavo un’emozione così forte e travolgente, è stato l’insieme e l’intensità dei momenti ad avermi arricchito e a farmi sentire così… Così bene… FELICE!

Occhi profondi, che brillano, che parlano, che osservano, che sentono, che ascoltano, che penetrano, che illuminano e che esaltano ed enfatizzano le parole che si uniscono alla loro espressività!

Sorrisi, parole, tante parole mai troppe, mai scontate, mai ripetitive, mai banali, mai scortesi, mai insignificanti, mai esagerate, mai… INUTILI.
Anche le parole rendono felici quando non sono lasciate al caso ma al contrario sono il filo conduttore di discorsi e di pensieri che accrescono la tua voglia di potertici riempire e farne tesoro per il resto dei giorni a venire!

Una città BELLA che anche lei ti parla, ti parla attraverso l’arte nella quale si esprime, nella semplicità con la quale si mostra e si lascia guardare, annusare, toccare e ascoltare.
Nella semplicità del suo essere città d’arte, di storia vissuta, di vita brulicante, di luci, di porte e finestre immense, di acque torpide e sporche ma travolgenti ed emozionanti, ponti persi in un significato dato dai tanti e al contempo perso nel tempo, vicoli, strade, auto, palazzi, chiese… L’amore si esprime anche così, attraverso una storia narrata nel tempo che è possibile rivivere ad oggi attraverso quello che ci è stato lasciato e che solo in silenzio si può ancora ascoltare e osservare!

Incontri che cambiano la vita, che la migliorano, che ti fanno sentire meno sola in questo mondo dove tutto vuole essere ben calcolato, dove si perde il tempo (ma è il tempo a non avere tempo), dove la vita è scandita dalle lancette, dalla frenesia, dalla ‘fame’, dall’ostentazione di quello che non si ha ma che si freme di avere, dal sole inosservato e maledetto, dalle piogge purificatorie ma odiate, dalla luna che nessuno guarda più, dall’amore che non è più amore, dalla Vita che è diventata morte, un prepararsi la fossa anticipatamente senza più lasciare che il TUTTO possa attraversarci e tramortirci con le sue emozioni reali, dove tutto è calcolato e nulla più lasciato al caso. Incontri che ti fanno rimpiangere l’amore che loro ti danno e che tu non riesci a darti perché vivi nel mondo di cui sopra, che ti fanno stare bene perché in questi incontri ci sono state persone che ti hanno finalmente visto, guardato, ascoltato per quello che sei… Nella semplicità della tua insicurezza e della tua tristezza che trova invece sicurezza e gioia nella creazione, nel nutrimento fisico e mentale , nella creatività, nella fantasia… Nella cucina non crudele!

Ebbene anche stanotte ho dormito pochissimo, tante, troppe emozioni tutte insieme… Il cuore era veramente gonfio, straboccava di emozioni e tutt’ora lo sta facendo… La mente non si è svuotata quando mi sono coricata, non voleva liberarsi perché io non voglio che lo faccia, non voglio che torni il vuoto, voglio che resti questa Vita dentro di me, che restino gli occhi che ho visto, l’anima che ho abbracciato e i cuori che mi hanno ‘amato’.

Non voglio perdere nulla di tutto questo e scriverlo mi ha permesso di rivivere, rivedere, risentire… Queste parole mi serviranno a ricordarmi che le piccole cose sono immense e che sono quelle che vado ricercando, che voglio sentire e ricordare con gioia nella loro unicità!

Un calice di vino, un quadro copiato ma che ti lascia riflettere e pensare a quello reale e alle emozioni che quest’ultimo ti ha fatto suscitare e provare non appena lo hai visto, due occhi scintillanti che guardano i tuoi e al contempo guardano altrove ricercando le emozioni che si vogliono esprimere con le parole, sorrisi sonori e scroscianti come pioggia impetuosa, stanchezza fisica di una giornata vissuta a riempirti del TUTTO, buon cibo, amore e serenità… Le piccole cose che vanno a comporre la Felicità!

Grazie… Per avermi lasciato tutto di te e per esserti lasciato guardare! 

Vita sospesa

La mia insicurezza invade la mia anima, la mia testa, le mie parole…

trasformando i sentimenti che provo in rabbia e paura…

Rabbia indomabile e paura invasiva ed angosciante!

È difficile spiegare cosa provo, mi sento sempre inadeguata e mai al posto giusto nel momento giusto…

Per questo i complimenti mi arrivano sempre come cerotti sulle ferite, cerotti che tamponano il sangue fatto di pensieri, tristezza e parole.

La tristezza è gratuita… La gioia va’ guadagnata! Per questo quando arrivano quelle piccole dosi di felicità, bevo tutto il bicchiere e non ne lascio nemmeno una goccia

So che chi non prova questo perenne senso di inadeguatezza non capisce cosa provo…

Sono fatta male, sono fatta a mio modo, sono il risvolto di quello che la Vita mi ha dato e mi ha tolto.

Mi ha dato tanto intendiamoci, ma chissà perché riusciamo sempre e solo a vedere l’avverso!

Tutto quello che faccio e che creo è frutto della mia passione, dell’amore che ho dentro e che esprimo creando, cucinando, realizzando…

Amo da matti farlo ma mi accorgo sempre più come una tastiera ed uno schermo riescano e mi permettano di esprimermi e come invece trovo difficile

affrontare “le situazioni reali”  di persona, presentandomi e mostrandomi per quello che sono e come sono.

Ho paura di non farcela, di sentirmi non all’altezza della situazione, dell’occasione, della prestazione, dell’incontro…

Mi vergogno, l’idea mi imbarazza, ho paura di fallire e vorrei mollare…

Ma poi, come succederà nell’occasione che mi si presenterà fra qualche settimana, mi butterò in quest’esperienza e metterò da parte questo senso di vergogna

che provo perennemente.

Quando devo fare qualcosa di importante provo un forte senso di ansia e timore, mi è successo anche di non prendere parte ad un incontro fra persone che si

aspettavano anche la mia presenza, perché ho provato un gran senso di inadeguatezza… Avevo il timore di sentirmi a disagio, sola, incompresa, antipatica…

Chissà magari sarei stata resa partecipe di chiacchiere, discussioni, pensieri… Ma poi il cibo era il tema principale e la paura ha invaso la mia testa di pensieri

negativi e frustanti e non ho resistito… Scuse per non essere lì fra risa, abbracci, buon cibo e gioia!

Essere consci dei propri limiti non porta sempre da qualche parte, anzi, nel mio caso pur conscia dei miei pensieri negativi resto ferma e subisco tutto quello

che gli stessi mi fanno provare!

Lascio che mi attraversino, che mi logorino l’anima, che mi uccidano, che mi facciano male, che mi prendano a schiaffi, mi accoltellino la mente ma non li

scaccio, li lascio fare… Perché sanno maltrattarmi in modo crudele ma anche dolce e poi sono pur sempre i MIEI pensieri ed in fondo io li amo perché generati

da questa mia mente malata che più si aggrava e più mi tiene compagnia in notti mezze insonni e giornate malinconiche! 

E poi diciamoci la verità… Sono anche cosciente e forse anche felice del fatto che…

Continuerò a condurre una Vita sospesa… Restando sempre in bilico fra malinconia e sorrisi 

Senza volto

Amava la pioggia ed il sole insieme, adorava l’arcobaleno.

Amava starsene seduta per ore sul terrazzo di casa a rimirare quell’orizzonte sconfinato che le si spalancava davanti agli occhi.

Amava correre fra i campi di grano ed abbracciare le spighe del nutrimento.

Amava arrampicarsi sugli alberi per sentirsi grande e per poter guardare il Mondo da una visuale che lei adorava.

Amava parlare con gli animali, ha sempre creduto che la capissero e che i loro occhi potessero anche sentire oltre che vedere.

Amava trascorrere i pomeriggi seduta sui prati assieme alle zie, per imparare, mentre le pecore pascolavano, a tessere merletti all’uncinetto o merletti di lana.

Amava guardarsi allo specchio con occhi scintillanti e furbetti, conosceva gli escamotage più disparati pur di ottenere quello che voleva.

Amava il suo papà albero, l’unico che la sapeva accudire e coccolare quando gli altri non la sentivano.

Amava tornare a casa, con le zie, di sera e cantare canzoncine e filastrocche con le mille lucciole che illuminavano il cammino per il rientro.

Amava guardare il cielo la notte, lui così cupo e nero e le stelle così bianche e luminose.

Amava trascorrere le ore con i suoi nonni, loro così saturi di sapere ed esperienze e lei così piccola e volenterosa di scoprire, guardare e conoscere.

Amava e si amava!